Si può vivere senza leggere?

Come si possa vivere senza leggere è una cosa che non riesco a comprendere.
Come si possa dire sono troppo stanco per leggere, ebbene, anche questo sfugge alla mia comprensione. Per spiegarvi il mio pensiero, vi racconto quello che succede a me quando leggo.
Ricordo il mio primo romanzo, avevo 14 anni ed eravamo in montagna, mia madre mi passò quello che aveva appena finito di leggere:
Gli eredi dell’Eden, di Wilbur Smit.
Ebbene, fu una folgorazione. Lo lessi tutto in un fiato, con quella voracità di arrivare la fine che non mi ha più abbandonato. La storia dai primi del novecento agli anni ’70 dello stesso secolo raccontata attraverso la vita del protagonista. Fu come viverla al suo fianco, una fuga dalla mia realtà di adolescente e, di conseguenza, da tutti quei problemi che allora sembravano enormi, col senno di poi solo sciocchezze giovanili.
Sono passati molti anni da allora, gli la scaffali della libreria e il mio Kindle sono stipati da centinaia di libri, romanzi, saggi, trattati storici, insomma, tutti libri che mi hanno aiutato a crescere, a diventare quello che sono, a formarmi delle opinioni ben precise e chiare, a non credere a tutto quello che mi dicono se non corrisponde a quello che ho imparato nel corso di una vita da lettore e, se ancora non lo avessi imparato, ebbene, ho nuovi libri da leggere.
Ma aldilà di tutto ciò, la meravigliosa sensazione di libertà, di fuga, di estraniamento dal mondo intero, che mi da il leggere un libro, è rimasta la stessa di quando ero una ragazzina con la testa piena di sogni.
Non ho tempo per leggere?
Per me sarebbe come stare in prigione, dietro sbarre enormi che mi impediscono di volare.
Sono troppo stanco per leggere.
Ma quando leggo io ricarico le batterie, non sono più io, divento il personaggio della storia del momento. Sono stato un pirata, un avventuriero e un soldato, la serva di un sultano e la moglie di un re, sono stata Cleopatra, Alessandro Magno e Albert Einstein, ho visto luoghi sperduti difficilmente raggiungibili dall’uomo, ho navigato i mari più insidiosi e percorso rotte sconosciute.
In tutti questi viaggi ho sempre imparato qualcosa, soprattutto su me stessa e, molto probabilmente, sono quella che sono perché spesso mi sono lasciata influenzare da tutte le parole che ho letto. Mi piace credere che parte della saggezza nascosta tra le righe di un libro mi sia rimasta appiccicata addosso, senza che me ne accorgessi, ma nella vita quotidiana, quante volte ho fatto ricorso a questa saggezza!
Non ho tempo di leggere.
È un vero peccato, perché se non si legge, non si può volare con la fantasia, non si può vedere un modo diverso di vivere la vita.
Sono troppo stanco per leggere.
È un vero peccato, perché è un buon libro porterebbe via la tua stanchezza nel giro di poche pagine e andresti a letto sognando qualcosa che forse un giorno ti cambierà la vita.
Scrivere per me è liberatorio, ma leggere e vitale.
Non ho libro preferito, ne ho a centinaia, che periodicamente rileggo. Non sono attratta dai bestseller sponsorizzati, sono attratta dalle parole, non dalle fascette pubblicitarie.
Volete sapere il romanzo del momento?
Via col vento, versione originale in inglese.
E volete sapere una cosa? Sono tre o quattro sere che sono invitata nelle piantagioni più belle della Georgia, sono contornata da ufficiali e signore sudiste. Ho una camera con vista su campi di cotone sterminati, sulla terra rossa e ricca e su fiumi placidi e pericolosi. Di più, c’è anche Rhett Butler e io adoro essere Rossella!
Non vi ho convinto?

Non posso pensarci adesso, ci penserò domani, a Tara, domani è un altro giorno.

Leggendo si trova sempre la cosa giusta da dire 😉

Buon Natale a tutti voi,
spero che qualcuno che vi ama vi regali un libro.
Non esiste regalo migliore, anche se ancora non lo sapete.

No bionda no party – spritzetto night… alizia con le amiche

Esco di casa, devo andare a prendere Patrizia. Non ho tenuto conto della ressa natalizia. Di più, c’è anche la nebbia. La chiamo.
Sono in ritardo.
Sai che novità, mi risponde lei, la vera amica.
Qui c’è un caos che sembrea di essere all’Expo, non faccio una strage solo perché non sono armata. E c’è anche una nebbia…
Non preoccuparti, vai piano e quando arrivi fammi uno squillo.
E intanto

la nebbia sale agli irti colli


a voler essere poetici, a non voler esserlo, c’è giù una nebbia che si taglia col coltello.
Arrivo da Patrizia e, come sale in macchina, iniziamo con le nostre chiacchierate a fiume. Prendo per l’autostrada, con la nebbia che c’è probabilmente dalle parti di Bodio finirei in un fosso.
Lo so che ho già detto che c’è la nebbia, ma non è colpa mia se tale stato atmosferico mi getta in una condizione di prostrazione psicologica. Abbiate pazienza.
Arriviamo a destinazione e incontriamo le altre. Lilli, Rossana e Rachele.
Sesto Calende è una bella cittadina sulle sponde del Lago Maggiore, per precisione geografica, sulla sua foce, quando diventa Ticino.
Insomma, c’è della gran acqua in giro e, di conseguenza, un’umidità da foresta tropicale. Il clima no, invece, quello è tipico delle distese del Nord Est dell’Europa. Siberia e limitrofi, per intenderci. Aspettiamo Valentina che arriva da Milano e per passare il tempo tiro fuori il telefono e dico:
SELFIE!

Nella piazza principale di Sesto hanno montato un IGLOO DI LUCI, quelle blu che fanno diventare il bianco più abbagliante di un laser. Ci infiliamo dentro e inizia lo show.
Ora, che io sia bionda è dimostrato dal fatto che, quando faccio un selfie con le mie amiche, tengo abitualmente il telefono in verticale. Va da sé che l’inquadratura è piuttosto stretta. A questo punto interviene sempre Lilli che con un sorriso da elfo mi dice:
sai che puoi girare il cellulare, vero?

Il Regno dei Cieli sarà sicuramente mio, perché mi diverto sempre come avessi tre anni.
Le risate scaldano l’atmosfera, ma il clima rimane gelido.
Un grido si alza silenzioso: spritzetto time.
Rossana ci porta all’Holly Drink,

un’enoteca di quelle piccole e piene di gente, vivaci e dal sapore antico. Mi convincono a non prendere uno spritz, ma la specialità del posto: il Veleno. Lo servono in un bicchierino tipo cordiale, colore rosso scuro, profumo marsalato. Aspetto che tutte quante abbiano un bicchiere in mano per il brindisi e assaggio.

Wowwww! Guardo Rossana.
Sei sicura che il Veleno sia d’aperitivo?
Lei di rimando fa spallucce.
Sì, è la specialità del posto.
Allora capisco perché tutti quanti intorno a me sono felici e contenti.
Al primo sorso sembra forte, al secondo, ti si sparge per le membra un bel calore, al terzo ti sembra meno forte, al quarto sei felice. Al quinto ti rendi conto che è molto forte.
Usciamo dal bar e non sembra più così freddo, guardo le illuminazioni natalizie e dico: che belle!
Di norma io odio le illuminazioni natalizie.

Evidentemente il Veleno fa miracoli. Raggiungiamo l’ultima, Valentina, è finalmente andiamo a cenare.
Il resto sono chiacchiere e risate, pizza, dolci, tantissimi regali e quintalate di fatti solo nostri.

No bionda no party

che sacrosanta verità.

I love you all, girls <3

Classic Mince Pies Idee natalizie by Jamie Oliver

Giusto per pensare alla dieta Natalizia!
E di qualcosa bisogna pur ingrassare…
Buona vita 🙂

Jamie’s twist on the classic mince pie recipe from Jamie Oliver’s Christmas Cookbook – the addition of squash lightens the traditional mince pie mix.

Sorgente: Classic Mince Pies | Vegetables Recipes | Jamie Oliver

Fare la mamma dovrebbe diventare una disciplina olimpica

Diciamo subito che l’essere mamma prevede solo l’atto biologico del metterli al mondo.
Il fare la mamma, invece, richiede innumerevoli capacità.

Innanzitutto la mamma deve avere:

Il sangue freddo del generale Patton sotto i colpi dell’artiglieria nemica
La calma del Dalai Lama in meditazione
Il carisma di Ghandi
I tempi di reazione di un killer
Un numero di piatti tendente all’infinito nel suo repertorio culinario
Una resistenza allo stress richiesta soltanto ai membri delle Forze Speciali
Conoscenze in storia, geografia, matematica, geometria, algebra, latino, greco, grammatica, sintassi, chimica, francese, inglese, statistica, e di sicuro ho dimenticato qualcosa.
La guida di Schumacher ai tempi d’oro
La vocazione al sacrificio
La capacità di non vedere, se è il caso
La tenacia di non sentire, se è possibile
Padronanza delle arti magiche per riuscire a far tornare bianche un paio di Converse
Conoscenze approfondite di psicologia
La certezza assoluta che il peggio è passato, anche quando l’evidenza le smentisce
Conoscenze tecnologiche come quelle di un hacker per poter controllare profili pubblici, posta elettronica, eccetera, eccetera della prole.
Un profilo Pinterest, Instagram, Facebook, Twitter, LinkedIn.
La passione della musica rock, rap, ska e anche quella del martello pneumatico.
Conoscenze approfondite di pronto soccorso
La dote di parlare solo se interrogata
La virtù di tacere sempre
La diplomazia di un ambasciatore
Riserve energetiche infinite

La lista è lunga? Perché, secondo voi fare i genitori (mamma o papà che sia) è facile?
Non credo lo sia mai stato ma, ai giorni d’oggi, in questa società malata, che boccheggia alla ricerca di valori in via d’estinzione, non è difficile,
è, per l’appunto, un’impresa olimpica.

Ma sono i nostri ragazzi ed è nostro dovere crescerli al meglio.
I figli, sono pezzi ‘e core, ça va sans dire

Buona vita, e di tanto in tanto fatevi uno spritz 😉