Archivi categoria: Tra madre e figlio

Dialoghi surreali, rapporti generazionali e tutto il resto in cui ci trascinano i figli

Adolescenti, maneggiare con cura, pericolo esplosione d’allegria

Devo uscire con Lapo per alcune commissioni.
Maaaaammaaaaaaa!
Lo sento urlare in giardino.
Scendo le scale a sette gradini alla volta rischiando l’osso del collo, davanti a me l’immagine di quanto si è schiantato di faccia sul pavé
cadendo dalla bicicletta. Se mi facessero l’elettrocardiogramma, registrerebbero un picco al miocardio.
Esco dal garage come una valchiria pronta a uccidere a mani nude chiunque abbia toccato il mio bambino (se sapesse che lo chiamo così mi metterebbe un virus nel Mac).
Lo trovo in piedi sulla colonnina dell’acqua….
Mamma, guarda, sono o non sono il Cristo di Ipanema?
Non posso che ridere e prendere il telefono. Stesse fermo un attimo potrei smettere di sghignazzare e inquadrarlo e, invece, l’adolescente burlone cambia posa ogni secondo. E io giù a ridere come avessi ancora quattordici anni!

Morale
Lasciatevi contagiare dalla burloneria dei vostri figli, l’allegria è garantita

Social Network 4

Mamma, come va il blog?
Bene, tesoro, mi sto divertendo.
Sorride sornione.
Ho letto il Diario di viaggio sul Kenya.
Ti è piaciuto? Chiedo e mi preparo alla bordata. Di tutti i miei critici, Lapo è il peggiore, anche più severo di quanto io lo sia con me stessa.
Hai dimenticato una parte, quella dove hai rotto le scatole in mezzo alla savana.
Mi risento.
Non ho rotto le scatole, dovevo far pipì, avevo mal di pancia da tanto mi scappava.
Non è questo il punto, perché non hai raccontato che cosa hai fatto?
A essere onesti l’ho scritto, ma non l’ho pubblicato. Però a pensarci bene, avrei dovuto. Lo faccio adesso, lo metterò nei Fuori Onda, tra quei ricordi che si riservano ai pomeriggi grigi e freddi, quando un sorriso non viene spontaneo.

Morale
I figli sono un propellente missilistico per i genitori. Il problema sta solo nel tenere il loro ritmo.

Sveglia molto prima dell'alba, un freddo da bersi un vin brulé e due ore su una jeep che sobbalza su uno sterrato molto sterrato. Le premesse ci sono tutte perché mi scappi la pipì. Il problema è che nella savana non ci sono autogrill, se hai sete te la tieni e se ti scappa pipì, fai quello che ti dicono di fare.
Quando io chiedo, e con me una ragazzina, l'autista blocca la jeep con un gran polverone di terra rossa e dice: go down, on the road.
Giù, sulla strada.
Non me lo faccio ripetere. Gli uomini a bordo, da veri gentiluomini, sono concentrati sull'infinito oltre il cofano. Giorgia e io, ci sistemiamo dietro il fuoristrada e guardiamo la strada alle nostre spalle che sale su un dosso.
Le dico: pensa se dal dosso spuntasse una jeep carica di giapponesi armati di macchine fotografiche, zoom, telecamere e telefonini e ci sorprendesse così?
Ridiamo e torniamo a bordo.
"Luca", chiedo a mio marito, "dici che devo inserirlo nel mio curriculum vitae: ho fatto pipì in mezzo alla savana?"
Ride e con lui tutti gli altri.
"Direi di sì, fa molto Hernest Hemingway."
Vedi che sono un'avventuriera?