La libertà

Che parola meravigliosa, evocatrice di spazi infiniti e cieli stellati. Una ragione per vivere, un diritto universale e sacrosanto.
Milioni di uomini sono morti per la libertà, siamo quelli che siamo, e possiamo fare ciò che vogliamo, proprio grazie a loro.
Per me, questo è un valido motivo per amare la libertà quanto la mia stessa vita, per rispettarla e agevolarla in ogni modo possibile.
La libertà è fatta di piccole cose, non sempre di atti che passeranno alla storia.
Iscrivere qualcuno in un gruppo senza chiederne prima il permesso è una lesione della libertà, e non importa il tipo di gruppo, fosse anche quello di quel sant’uomo di Papa Francesco. È una mia scelta e, come tutte le scelte, ricade sotto la sfera d’interesse della libertà.
Rifiutare un’offerta Vodafone e dopo due giorni vedersi inscritta a un servizio che assolutamente non volevo è una lesione della libertà. Anche questa è una mia scelta, non deve diventare un’imposizione che, tra le altre cose, mi fa perder tempo in scartoffie burocratiche per liberarmene.
Obbligare il cittadino a votare un uomo e una donna (chi vota può esprimere due preferenze ai candidati di lista, una a un uomo e una a una donna, solo se corrono nella stessa lista, altrimenti il voto è annullato) è una lesione della mia liberta, e se quelle di prima erano solo scoccianti, questa è preoccupante.
Le dittature non sempre s’instaurano con un colpo di stato, a volte lo fanno in maniera silente e ben più pericolosa.
I carri armati per strada (Dio non voglia!) li vedremmo tutti e di conseguenza agiremmo.
Ma queste limitazioni subdole? Dove ci porteranno?
Meditiamo, uomini, perché è della nostra vita che si sta parlando.

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