Cavolo, non ci sono autogrill in mezzo alla savana!

Sveglia molto prima dell’alba, un freddo da bersi un vin brulé e due ore su una jeep che sobbalza su uno sterrato molto sterrato. Le premesse ci sono tutte perché mi scappi la pipì. Il problema è che nella savana non ci sono autogrill, se hai sete te la tieni e se ti scappa pipì, fai quello che ti dicono di fare.
Quando io chiedo, e con me una ragazzina, l’autista blocca la jeep con un gran polverone di terra rossa e dice: go down, on the road.
Giù, sulla strada.
Non me lo faccio ripetere. Gli uomini a bordo, da veri gentiluomini, sono concentrati sull’infinito oltre il cofano. Giorgia e io, ci sistemiamo dietro la jeep e guardiamo la strada alle nostre spalle che sale su un dosso.
Le dico: pensa se dal dosso spuntasse una jeep carica di giapponesi armati di macchine fotografiche, zoom, telecamere e telefonini e ci sorprendesse così?
Ridiamo e torniamo a bordo.
“Luca”, chiedo a mio marito, “dici che devo inserirlo nel mio curriculum vitae: ho fatto pipì in mezzo alla savana?”
Ride e con lui tutti gli altri.
“Direi di sì, fa molto Hernest Hemingway.”
Vedi che sono un’avventuriera?

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