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Fare la mamma dovrebbe diventare una disciplina olimpica

Diciamo subito che l’essere mamma prevede solo l’atto biologico del metterli al mondo.
Il fare la mamma, invece, richiede innumerevoli capacità.

Innanzitutto la mamma deve avere:

Il sangue freddo del generale Patton sotto i colpi dell’artiglieria nemica
La calma del Dalai Lama in meditazione
Il carisma di Ghandi
I tempi di reazione di un killer
Un numero di piatti tendente all’infinito nel suo repertorio culinario
Una resistenza allo stress richiesta soltanto ai membri delle Forze Speciali
Conoscenze in storia, geografia, matematica, geometria, algebra, latino, greco, grammatica, sintassi, chimica, francese, inglese, statistica, e di sicuro ho dimenticato qualcosa.
La guida di Schumacher ai tempi d’oro
La vocazione al sacrificio
La capacità di non vedere, se è il caso
La tenacia di non sentire, se è possibile
Padronanza delle arti magiche per riuscire a far tornare bianche un paio di Converse
Conoscenze approfondite di psicologia
La certezza assoluta che il peggio è passato, anche quando l’evidenza le smentisce
Conoscenze tecnologiche come quelle di un hacker per poter controllare profili pubblici, posta elettronica, eccetera, eccetera della prole.
Un profilo Pinterest, Instagram, Facebook, Twitter, LinkedIn.
La passione della musica rock, rap, ska e anche quella del martello pneumatico.
Conoscenze approfondite di pronto soccorso
La dote di parlare solo se interrogata
La virtù di tacere sempre
La diplomazia di un ambasciatore
Riserve energetiche infinite

La lista è lunga? Perché, secondo voi fare i genitori (mamma o papà che sia) è facile?
Non credo lo sia mai stato ma, ai giorni d’oggi, in questa società malata, che boccheggia alla ricerca di valori in via d’estinzione, non è difficile,
è, per l’appunto, un’impresa olimpica.

Ma sono i nostri ragazzi ed è nostro dovere crescerli al meglio.
I figli, sono pezzi ‘e core, ça va sans dire

Buona vita, e di tanto in tanto fatevi uno spritz 😉

Adolescenti, maneggiare con cura, pericolo esplosione d’allegria

Devo uscire con Lapo per alcune commissioni.
Maaaaammaaaaaaa!
Lo sento urlare in giardino.
Scendo le scale a sette gradini alla volta rischiando l’osso del collo, davanti a me l’immagine di quanto si è schiantato di faccia sul pavé
cadendo dalla bicicletta. Se mi facessero l’elettrocardiogramma, registrerebbero un picco al miocardio.
Esco dal garage come una valchiria pronta a uccidere a mani nude chiunque abbia toccato il mio bambino (se sapesse che lo chiamo così mi metterebbe un virus nel Mac).
Lo trovo in piedi sulla colonnina dell’acqua….
Mamma, guarda, sono o non sono il Cristo di Ipanema?
Non posso che ridere e prendere il telefono. Stesse fermo un attimo potrei smettere di sghignazzare e inquadrarlo e, invece, l’adolescente burlone cambia posa ogni secondo. E io giù a ridere come avessi ancora quattordici anni!

Morale
Lasciatevi contagiare dalla burloneria dei vostri figli, l’allegria è garantita