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3 amici a cena – sesta puntata – La Vecchia Varese

Questa sera decido io…
c’è un locale cui sono molto affezionata, che mi ricorda serate passate a chiacchierare e ridere, un locale che, nonostante il trascorrere del tempo, i cambi di mode e gestioni, ha resistito, si è evoluto, ma è rimasto sempre:

La Vecchia Varese.

In fondo a Via Ravasi, in mezzo a case antiche, quasi alla fine della strada, sulla sinistra, c’è un ingresso di vetro e legno e una lanterna.
Tale e quale a più di trent’anni fa.
So già cosa mi aspetta quando entro qui, so che sarò accolta con calore e avvolta da un’energia allegra e positiva, di quelle che ti fanno sorridere anche senza una ragione.
Mi accoglie Gian Battista Prevosti, il proprietario, l’uomo dagli occhi azzurri.

È felice, dietro il bancone saluta tutti quelli che entrano come fossero vecchi amici, ma forse sono vecchi amici, perché quando si entra qui si fa parte di una famiglia, la famiglia della Vecchia.

Ci raggiunge anche Daniela,

sua moglie, una donna che non concepisce il pessimismo, probabilmente non conosce nemmeno il significato della parola, il suo sorriso è la luce più luminosa del locale. Forse solo sua figlia Maddalena può competere con lei.
Sì, perché all’idea di mamma e papà, si sono associate quelle dei figli, Maddalena e Mattia. Da lui sono partite le serate musicali.

Fonti attendibili sostengono che la domenica sera alla Vecchia Varese si folleggi e, in una città come questa, e non me ne si voglia, dove è quasi impossibile folleggiare, questo ha del magico.

Ma forse è magico che persone con passati lavorativi in tutt’altri settori decidano di cambiare la propria vita e diventare ristoratori di successo. Lo dico a entrambi, loro ridono e rispondono:
Ma il merito è tutto di Giorgio!
Giorgio Nascimbene, lo chef, e mia vecchia conoscenza.
Finalmente arrivano Nicholas Vagliviello e Marco Apicella.
Per inciso, quella in ritardo di norma sono io, ma tra chiacchiere e aperitivo quasi non mi sono accorta che i ragazzi hanno sforato l’orario.
Ci accomodiamo al nostro tavolo e ovviamente mi chiedono:
Raffa, raccontaci come era la vecchia ai tuoi tempi.
Mi risulta un po’ difficile parlare perché sto guardando il menu e mi è venuta un’acquolina in bocca che non agevola la conversazione. Ordiniamo e mi faccio portar via dei ricordi.
Quando ero una ragazza La Vecchia Varese era gestita da Buz (chi non ricorda i suoi tacconi all’indiana?) e Daniele (e il rum di commiato?)
Sono cambiati i colori del muri, il pavimento e l’arredamento, ma lo spirito della Vecchia Varese è rimasto immutato.
Qui si è sempre venuti per bere un caffè, farsi una birra con gli amici, oppure cenare, ma sempre e comunque per incontrare qualcuno che si conosceva e per fare quattro chiacchiere, a volte fino a notte fonda.
Tecnicamente è un ristorante, in pratica è un vero e proprio luogo di ritrovo e relax.
Arrivano le nostre portate.
Marco ha preso un fagottino di sfoglia con Toma piemontese e miele,
io degli strozzapreti cacio e pepe e tartufo,
Nicholas spera nella nostra benevolenza.
Non c’è che dire, Giorgio gestisce bene la sua cucina.
Ci ha zittiti tutti e tre, mangiamo e annuiamo, è buono, tutto molto buono.
Durante la pausa Daniela viene a farci compagnia, ci racconta che hanno due menù, uno alla carta che cambia tutti i mesi, e uno, il menù B (il birreria), dove c’è la lista degli hamburger, solo che qui non si chiamano hamburger, che è molto americano, si chiamano svizzere come le chiamavano le nostre mamme.
E ognuno si fa la svizzera ?? che vuole, perché i vari ingredienti si scelgono al momento. Unica precauzione, ci avverte Daniela: non chiedete un’accozzaglia di salse stile USA ??, lo chef potrebbe risentirsi.
Ridiamo alla battuta e ci servono i secondi.
Io ho preso un’orecchia d’elefante ?, i miei soci due svizzere ?, anzi, due svizzerone visto le dimensioni.
Non possiamo che ribadire il nostro giudizio, è tutto ottimo, ben cucinato e con ingredienti di qualità.
Mi dispiace ammettere che non siamo riusciti ad assaggiare i dolci, però so con certezza che lo chef Giorgio rivisita le torte tradizionali con il suo tocco particolare, memorabile la sua crostata di mirtilli con nocciole tritate nell’impasto.
Dobbiamo alzarci, due passi sono d’obbligo dopo cotanta cena.
Ed ecco la novità.
La Vecchia Varese ora ha anche uno spazio all’aperto, una bellissima veranda coperta, rigogliosa di fiori e piante, pare di stare sul terrazzo di una casa privata, non certo in un ristorante.
E qui che ci raggiungono Daniela, Gian Battista e Giorgio.


Rammentano la loro storia di soci, iniziata al ristorante da Vittorio, e la ricordo anch’io, perché Le Curiose hanno debuttato con Il risotto in giallo proprio da loro.
Già a quei tempi, all’inizio della loro carriera nella ristorazione, si percepiva che avrebbero creato il locale giusto per loro, dove l’energia, l’ottimismo e la positività che li contraddistingue sarebbero trasudate dai muri.

È un piacere venire a cena a La Vecchia Varese, è un piacere anche solo berci un caffè, se non lo avete mai fatto questo è il momento giusto.

E se la musica dal vivo è la vostra passione… ci vediamo domenica sera, ovviamente a La Vecchia Varese.

Il video della serata arriverà a brevissimo... stay tuned on:

3 Amici A Cena
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