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3 amici a cena – quinta puntata – la botte

Questa sera non ci sono dubbi, abbiamo già deciso e andiamo diretti sull’obiettivo:

La Botte.


Nicholas Vagliviello e Marco Apicella, i miei compagni di ventura, molto più giovani di me ?, come arriviamo vogliono sapere com’era il locale ai tempi della mia gioventù.

Ebbene, La Botte è stato rammodernato e rinfrescato, ma ha conservato quell’ospitalità e quello stile di pub nostrano.
Il proprietario, Livio Giacoponello, ci accoglie all’ingresso.
È un uomo molto cordiale, ma è preoccupato.
– Non sono abituato a parlare davanti alla telecamera, dice come per scusarsi.
Rispondo io che sono l’addetta alle interviste:
– Non ho mai messo a disagio nessuno e non credo che inizierò questa stasera con te.
Ora, rispetto ai miei tempi, La Botte ha spazi più ampi.
Ci sono due sale al pianterreno, la prima con tavoli di legno e mattoni a vista, la seconda più moderna, dove nel 2007 è stata inaugurata la pizzeria. Al piano di sopra un altro locale, dove Livio ha messo quadri e poster da cui non è riuscito a separarsi durante i diversi ampliamenti.
Ci accomodiamo a un tavolo e guardiamo il menu.

Oltre pizze e panini, troviamo anche tagli di carne particolare. E birre, per ogni gusto e tipo, ma questa è una tradizione.
Con buona pace di vegani e vegetariani, prendiamo una tagliata di Angus, un tris di carni e un entrecôte.
Il servizio è ottimo, veloci e gentili, la ragazza che ci serve, per la gioia dei maschietti, e anche molto, molto carina. ?

Prima arrivano due salsine, a base di peperoni, pomodori ?, peperoncini ?, cipolle, cipollotti ed olio.
Buonissime, sempre che non siate al primo appuntamento galante, nel qual caso assicuratevi che la vostra/o compagna/o almeno le assaggi. Altrimenti tenetevi delle mentine in tasca. Comunque, le suddette salsine, rigorosamente fatte in casa, sono molto gustose.
Mentre attendiamo, ci portano una margherita ?, così per assaggiare. Finisce divorata in meno di due minuti. Ottima, leggera e croccante e con un segreto:
l’impasto è fatto lievitare per quasi 48 ore.
Marco, lo chef, sostiene che la cucina necessita di tempo e pazienza e ha ragione.
Arriva la carne: una delizia per gli occhi e per il palato.

Livio si avvicina e ci spiega.
Servono solo carne italiana, ad eccezione dell’Angus, però usano tagli particolari, che in altre parti del mondo grigliano, ma non in Italia.
Picanha, taglio brasiliano (detta così sembrerebbe un taglio di capelli in voga a Copa Cabana) che corrisponde, più o meno, al codone italiano.
Entrana, taglio argentino (in voga tra i tangueros ? ?a Buenos Aires ?) vicino allo sterno.
Comunque sia, da qualunque parte arrivino, questi tagli di carne sono ottimi, per qualità e per come sono cucinati. Alla Botte usano pietra lavica per grigliare e il sapore ne guadagna.
Nell’intervallo tra carne e dolce, facciamo un tuffo nel passato.
Sì, perché La Botte, è sempre stata, fin dalla sua apertura, il locale dove i giocatori di basket andavano a mangiare qualcosa (e molto spesso a festeggiare ?) dopo la partita.
E anche questa sera c’è una stella della pallacanestro?. Cecco Vescovi, noto cestista e ora allenatore (cliccate qui per una sua biografia) e ovviamente, anche a lui qualche domandina la faccio.
Scopro che è un fedelissimo della Botte, fin da quando giocava nella Emerson, e anche ora che invece allena la Robur et Fides.
Fortuna che indosso i tacchi ?,  altrimenti vicino a lui mi toccava la parte di uno dei sette nani.

Dopo lo sport, giustamente, arriva il dolce ?.
I dolci ? ??.
Crostata ai mirtilli, tiramisù e una crema spolverizzata con le mandorle, tutte e tre preparate da Livio, che è un gran pasticciere, parola di golosona.
Gli facciamo i complimenti, per altro tutti meritatissimi, e lui si siede con noi.

Livio chiacchiera con piacere, ci racconta che alla Botte si sono fidanzati ? in tanti. Tuttora arriva qualcuno che gli dice:
sai che ho conosciuto qui mia moglie?
Ed è stato anche testimone di proposte di matrimonio ?, con tanto di dichiarazione in ginocchio e partecipazione dei clienti.

Sorridiamo a questa pennellata rosa e siamo felici,
perché certe cose non succedono solo nei film.

Nicholas approfitta del fatto che Livio è rilassato e riprende l’intervista.
Lui ci racconta che la sua avventura con La Botte è iniziata da ragazzo, quando ancora studente veniva a lavorare dall’ex proprietario per guadagnare qualche soldino. Nel 1992 l’ha comprata e da allora è sempre stato qui, ad accogliere i clienti con un sorriso sulle labbra e con quel suo modo di fare gentile. Ne è passata di gente nel suo locale, tanti sono tornati e molti sono clienti abituali.
Insomma, serata piacevolissima, cucina ottima e servizio rapido e gentile. E a breve…. Sorpresa!
La Botte diventerà una griglieria vera e propria… ma resterà sempre un locale dove mangiare bene in un ambiente che sa di amici, di sport e famiglia.

Il video della serata arriverà a brevissimo… stay tuned on

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3 amici a cena – Quarta puntata – Il Golden Egg

Dove andiamo a cena?

Io ho voglia di un’insalata, Nicholas Vagliviello Fotografo ha voglia di qualcosa di stuzzicante e Marco Apicella Chef non sa decidersi.

Rimane una sola via percorribile, l’unica che mette, ha messo e metterà tutti d’accordo:

Il Golden Egg.

Un altro locale storico di Varese un altro pezzo di storia della città. Nasce quarantuno anni fa, lì dove è adesso, di fronte al Coin, un spazio di pochi metri quadrati che ha sfornato migliaia, ma forse anche milioni, di panini e ha sfamato generazioni di giovani e meno giovani cittadini.

Se dico Palmito vi viene in mentre qualcosa??

In menù ci sono una ventina di panini che, scommetto, almeno una volta nella vita avete assaggiato.
Se non lo avete ancora fatto, ogni momento è quello giusto.
Il Golden Egg è rimasto lo stesso di quando, da ragazzina, ci venivo con mia madre per un panino dopo il film. E poi più grande con il fidanzato e poi con mio marito e ora anche con mio figlio.
È bello entrare in un locale e avere la sensazione di essere finiti in un buco temporale, dove tutto è congelato in un’attimo di golosità.
Fulvione Solari un uomo che sprizza simpatia, nonché uno dei due proprietari, ci racconta la storia del locale.

Dal 1976, anno dell’apertura, al 1985, il locale ha cambiato di mano un paio di volte, fino a lui e al suo socio che ne vanno, a gran ragione, orgogliosissimi.
Da oltre trent’anni usano salumi, salse e paté di prima qualità e pane sfornato appositamente per loro da un panettiere.
Che dire? Vediamoci al Golden Egg ?

Ps
Unica nota negativa, per altro trasformata da Fulvione in una gran risata, mi sono fatta cadere la salsa sulle scarpe di camoscio nuovissime ?… so che le donne mi comprenderanno.

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3 amici a cena – Terza Puntata – Milano Street Food

Siamo già a Milano, non riusciamo a tornare a Varese.
Decisione: andiamo a cena qui.
Le scelte offerte dalla metropoli sono infinite ma noi, dopo un giorno chiusi nei padiglioni della fiera TUTTO FOOD, avevamo voglia di aria aperta e quindi…
Street food.

Zona Porta Garibaldi – Prima Tappa – Mimì Gourmet conosciuto anche come Gourmet
Ora, non so per quale strano meccanismo, ma chiosco mi fa pensare a quello delle edicole. Dopo cena scopro che non mi sono sbagliata di molto, perché Giulio, il proprietario da settembre 2016, ci racconta che prima di essere un ristorante Gourmet da Street food, il chiosco era adibito alla vendita di funghi e tartufi, due ingredienti che ritroviamo nella sua cucina.


A cena con noi c’era Patrizia delle Curiose, avrebbe dovuto intervistarci, ma la serata è partita frizzante e si è conclusa spumeggiante e, tempo per l’intervista, non ce ne stato. Troppo impegnati a mangiare bene e a divertirci.


Ma torniamo a Mimi, ognuno di noi ha preso un piatto diverso come nostra consuetudine.
Io ho scelto un hamburger di Fassona al tartufo… vi lascio solo immaginare quale bontà!
Lo chef ha assaggiato un carpaccio di tonno: eccellente è stato il suo commento.
Nicholas ha optato per un fritto di pescato del giorno e ha fatto uno sbaglio facendone assaggiare un po’ ad ognuno di noi che, per poco, glielo finivamo. Commento unanime: favoloso.
L’ospite, Patrizia Emilitri si è lanciata con un panzerotto al granchio. Si è rifiutata di farcelo assaggiare, ma ha garantito che era eccezionale.
Ricapitoliamo: attenzione alle materie prime, prezzi assolutamente competitivi, cibo cucinato egregiamente.
Bravo Giulio, promosso.
Soddisfatti e piuttosto allegri ci dirigiamo verso la seconda tappa della nostra serata.
Aria di San Daniele, un furgone attrezzato a gastronomia con vendita di solo prosciutto del consorzio di 31 produttori di del Friuli.
Il prosciutto è così buono da far resuscitare un morto e il formaggio che lo accompagna è alla sua altezza. Di più, il servizio al tavolo sotto le stelle del firmamento meriterebbe le stelle di Michelin.
Si mangia in piazza, seduti su sgabelli e tavolini realizzati con bancali di legno. Colonna sonora della serata una signora che canta per i fatti suoi e contribuisce all’allegria generale.


Difatti ci compriamo delle orecchie di pelo rosa da playboy con tanto di led luminosi. Se le indossa Anita Palladio, reporter di guerra, perché noi no?
Le ore passano e ci avviamo al termine della serata.
Ultima tappa: il dolce da California Bakery.


Se avete problemi con la glicemia non entrate, girate alla larga, ma se siete sani come pesci e anche un po’ golosi, questo è il posto giusto per voi.
Ogni tipo di torta americana dalla cheese cake alla apple pie, muffin, brownies, torte multi piano e multi gusto comprese, una gioia per gli occhi e anche per il palato. Per la linea… tornate al parcheggio di Lambrate a piedi.
Unica avvertenza, le fette regular non sono normali sono extra large, regolatevi in base a quanto può ancora contenere il vostro stomaco.
La serata si conclude felicemente, siamo allegri, satolli e non vediamo l’ora che arrivi mercoledì prossimo per un’altra puntata di

 

3 amici a cena

 

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3 amici a cena – Prima Puntata – ChefFerro

Prima tappa ?Castiglione Olona (VA) da ChefFERRO ?

Passo a prendere lo chef

e arriviamo sul posto in tempo per la diretta NON PROGRAMMATA di:

3 amici allo sbaraglio

… noi entriamo da ChefFerro e la serata entra nel vivo.

Buon appetito e alla prossima tappa

Mercoledì sera abbiamo inaugurato il progetto: 3 amici a cena.
Nicholas Vagliviello (il Fotografo), Marco Apicella (lo Chef) ed io, Raffaella Bossi (la scrittrice), siamo andati a cena insieme, come vecchi amici. La scelta è ricaduta su ChefFERRO, un locale di Castiglione Olona, ridente paesino della provincia di Varese, ribattezzato da quell’eroico ragazzaccio del D’Annunzio Isola di Toscana in Lombardia. Digressione storica a parte, il locale si trova sulla provinciale, quindi a suo favore la facilità per raggiungerlo e nessun problema di parcheggio.

Il locale è bello, nuovo e minimalista, ma non troppo. Le pareti di mattoni sono dipinte di bianco e riflettono una luce morbida, un grande orologio scandisce il tempo e alcuni poster informativi di birre e caffè, incuriosiscono. Ci accomodiamo e facciamo un brindisi con un prosecco niente male a questo nuovo progetto che chissà dove ci porterà. Di certo a passare serate piacevoli a chiacchierar di vita e ad avere la pancia piena.

Ordiniamo.

Il menù è di tutto rispetto. Gli hamburger sono più di dieci, poi ci sono le tartare di carne, di verdure e anche una di pesce. Alla fine mi decido e prendo un hamburger: il Valtellino.
Così, per farvi venire un po’ d’acquolina, trascrivo gli ingredienti:
200 gr Fassona piemontese, straccetti di bresaola valtellinese, rucola, mostarda di mele, mele cresce della Valtellina e crema di parmigiano.
Peccato che dalle parole non possa trapelare il profumo del pane, la morbidezza della mollica e il croccante dei semi di sesamo sulla crosta, e neppure il sapore della bresaola saltata in padella e della carne trita ben cotta quando si amalgamano al parmigiano.
Ottimo, come le patatine e le tre salse servite a contorno: BBQ, mostarda e miele e una sala di mango piccante che ricordava un chutney indiano.
Più che tre amici a cena sembriamo tre TRex a caccia. Divorato tutto, nemmeno le briciole abbiamo lasciato.
E c’è ancora posto per il dolce.
Ottima l’idea di presentare i dessert su un vassoio, creme particolari e mignon di torte, il tutto fornito da due pasticcerie, per avere più scelta.
Crema di ricotta e frutti di bosco io,
Tirami su al te verde per Nicholas e Sacher per Marco.
E anche qui nulla da dire. Concordiamo tutti e tre che se si viene a cena qui, nell’hamburgheria ChefFerro, si deve assolutamente assaggiare uno dei dessert.

È il momento del caffè e che dire? Varietà diverse di caffè, dal profumato Arabica al vigoroso Robusta, aromatizzati o puri per i veri intenditori. A me, che nelle vene scorrono in misura uguale sangue e caffeina, luccicano gli occhi. Con le tazzine (particolarissime), arriva il momento di fare la conoscenza con il proprietario nonché chef del locale: Andreola Ferruccio, da qui ChefFerro.

E si spiegano tante cose. Perché dietro ad ogni attività c’è sempre un uomo, è l’uomo che fa la differenza. Qui c’è passione, In lui e nelle figlie Michela e Valentina (due belle ragazze?), c’è passione nella ricerca delle materie prime e guarda caso c’è anche umanità. Sì, proprio umanità, perché lo chef compra la verdura da Oasi Mosaico 2000, una cooperativa agricola di Bulgarograsso creata da ragazzi diversamente abili, che hanno trovato una loro giusta collocazione in mezzo alla natura.
E anche il chilometro zero ha il suo meritato segno di spunta.

Ce ne andiamo soddisfatti, dalla cena e da questo locale: ChefFerro.
Consigliato a chi ama carne, hamburger, dolci e un ambiente accogliente.

Qui di seguito le recensioni testuali dei miei due amici.

Un ottimo hamburger gourmet, menù variegato e materie prime di alta qualità. I piatti sono semplici ma allo stesso tempo ricercati e curato nei minimi particolari. Le patatine vengono servite a parte, accompagnate da salse a km 0. Dagli abbinamenti si nota la passione e la preparazione dello chef. Io ho optato per un Parmigiana. Gli abbinamenti mi sono piaciuti molto, gli ingredienti non si coprono e sono facilmente identificabili. La stracciatella di burrata, il bacon croccante, le melanzane sott’olio e lo spinacino creano un gioco di consistenze e temperature che esaltano la carne di fassona piemontese. Complimenti ChefFerro.

Per i video delle altre puntate clicca qui:

#TreAmiciACena #ChefFerro

3 amici a cena, un nuovo progetto tra chiacchiere generazionali e cucina

Il bello di avere degli amici è condividere passioni ed entusiasmo.
E dalla passione per la cucina e il mangiar bene e dall’entusiasmo per la vita e l’amicizia è nato il progetto:

3 amici a cena

Un fotografo – Nicholas Vagliviello -, uno chef – Marco Apicella – e una scrittrice (moi 🙂 ),
ogni mercoledì andremo a cena in un locale della provincia di Varese.

Dai ristoranti alle hamburgerie, dalle pizzerie alle osterie,
perché il mangiar bene è Made In Italy!