Piove, tempo grigio e umore nero

Piove, sempre, in continuazione, tempo grigio, nuvole e acqua. Le gocce di pioggia sono state le mie lacrime, la misura del mio dolore.
Improvviso, devastante e impossibile da arginare, un temporale che deve esplodere in tutta la sua forza prima di esaurirsi e lasciare la devastazione dietro di sé.
Costante, logorante e impossibile da scacciare, una pioggerella leggera, gocce di pioggia sospese alle foglie come lacrime alle ciglia.
Nuvole, pesanti e grigie, il magone che ti sorprende quando meno te lo aspetti. Un angolo di una strada, un fiore, una città. E soffochi di tristezza come il cielo di nuvole.
Nuvole, bianche e voluminose, che nascondo il sole. Nonostante la vita continui, non lo fa più come prima, ha un altro ritmo, diverso, non più naturale.
Lampi e tuoni, mente e cuore, due visioni dello stesso dolore, due mondi in perenne disaccordo che combattono per la terra di nessuno, perché così mi sento io, la terra di nessuno.
Quel luogo che sta a metà tra due forze che si combattono, a volte è terreno di battaglia, a volte solo del nulla che lascia la battaglia. Qui nessuno seppellisce i morti e allora sei costretto a guardarli mentre si decompongono, giorno dopo giorno, mese dopo mese. E non vedi l’ora che anche l’ultimo brandello di carne sia vinto dal tempo e insieme a lui quell’orribile fetore. Non vuoi altro che vedere le ossa biancheggiare nella nebbia della terra di mezzo.
Ma il dolore rallenta il tempo, lo trattiene con le sue dita gelide e lo congela in un istante, gli toglie la voce così non può rispondere al perché che gridi. Ci vuole tempo per ottenere le risposte, ma il tempo trasforma il dolore in un fotogramma sempre uguale che passa sullo schermo all’infinito.
Piove. Sì e pioverà ancora e ancora, fino a che non avrò finito le lacrime e sarò uscita dalla terra di nessuno, fino a che il dolore non lascerà libero il tempo. Allora sarò libera, senza nuvole e senza pioggia.

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