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Quattro premi internazionali per le Edizioni Il Vento Antico

Ci sono giornate che ci rimarranno impresse a fuoco nella memoria.
Alcune brutte, alcune belle, altre splendide!
Vincere 4 premi al concorso internazionale Premio Letterale Amarganta III edizione con 4 titoli per una giovane casa editrice è un ottimo motivo per dar fondo alle riserve di champagne.
Soddisfazione multipla.
Da editore perché tutti i titoli sono delle Edizioni Il Vento Antico,
da scrittore perché uno dei titoli è mio,
da team perché senza l’aiuto di Patrizia Emilitri e Lilli Luini
il Vento Antico non avrebbe mai soffiato.
E invece, in un anno e mezzo di vita, il venticello ci ha portato due volte in cima alle classifiche Amazon e ora ci porta a Rieti il 25 novembre per ritirare:

Menzione speciale – Morti e sepolti by Alessandro Testa
Premio miglior caratterizzazione – Il Fiore degli Abissi by Leonilde Bartarelli
Premio tra fiction e realtà – Il marchio dell’oro nero by Raffaella Bossi
Premio team Amarganta – Una voce nella nebbia by L.Costantini & L.Falcone

La soddisfazione di aver fatto le scelte giuste, aver lavorato duro e averci creduto sempre, ripaga di ogni fatica.
Forte di tutto ciò non mi resta che consigliarveli e, per non farvi faticare, vi lascio i link diretti qui sotto…
Buona vita sempre e oggi anche felicissime letture

Il Marchio dell’oro nero – cosa dice l’editor

Il marchio dell’oro nero è un thriller solido, capace di sfruttare con abilità elementi di fantapolitica per delineare uno scenario – segnato dall’intreccio perverso di economia, politica e guerra – fosco ma credibile, e risultare avvincente per tutte le pagine che lo compongono.
Testo dall’intreccio complesso, ma ben gestito, che non lascia mai spazio a soste o a momenti di stanchezza, abile e riuscito nel suo intrecciare elementi e personaggi di fiction con dati e personalità reali, ben documentato, Il marchio dell’oro nero ha il merito, non disprezzabile, di affrontare, senza abbellimenti, ma sapendo evitare toni stucchevoli, il difficile argomento dell’intreccio tra politica e affari e le sue ripercussioni sul cosiddetto Terzo Mondo, portando in primo piano una vicenda dolorosa – forse troppo a lungo trascurata – come quella del Sudan meridionale martoriato dalla guerra civile. E lo fa, come si diceva, senza nulla cedere al taglio giornalistico ma, al contrario, attraverso una storia per molti versi accattivante, che sussume in sé, perché evidentemente interiorizzati, gli stilemi e topoi propri del genere a cui appartiene: capitoli brevi, storia raccontata attraverso diversi punti di vista (tra cui emerge però, primus inter pares, lo sguardo del personaggio principale, in questo caso, ed è un altro merito non secondario, una protagonista), velocità e attenzione al ritmo. Senza contare la capacità di narrare la vicenda con un taglio di sapore cinematografico e di rendere l’atmosfera del paesaggio esotico in cui è ambientata la storia, al punto da far pensare a una conoscenza di prima mano dei posti descritti.

Un romanzo che unisce dunque, documentazione geopolitica e una perfetta conoscenza degli stilemi del thriller spionistico per raccontare una storia che, nella propria frammentazione, sembra capace di rendere la complessità dello scenario politico internazionale e che ci offre una protagonista e dei comprimari solidi, ben delineati, empatici.