Leggere migliora la vita e voi che cosa leggete?

Qual è il vostro genere letterario preferito? Che cosa vi piace leggere?

Essendo io un’accanita lettrice e una scrittrice, va da sé che sono molto interessata a ciò che la gente legge. Soprattutto in digitale, quindi su ereader, Kindle, smartphone e computer.

Per genere letterario non intendo le categorie BISAC – Book Industry Standards and Communications, che sono praticamente infinite. Mi riferisco alle macrocategorie, quelle che appartengono al mondo dei lettori più che a quello degli editori.

Le categorie che intendo io sono la risposta alla domanda più semplice del mondo:

Cosa leggi?

Avventura, giallo, storico, romance, thriller e via dicendo.

Io sono una lettrice onnivora. Leggo per passione, per sport, per hobby e per lavoro. Sulla mia scrivania transitano manoscritti di ogni genere: opere prime e libri già pubblicati, dal giallo al fantasy, dalla narrativa di genere al romance.

Leggo quasi esclusivamente in digitale, su Kindle, perché in poco più di duecento grammi posso portarmi ovunque più di millecinquecento titoli, in qualunque lingua mi venga il guizzo di scaricarli.

Non solo. Se il Kindle rimane a casa, il cellulare no, e con l’applicazione posso continuare a leggere esattamente dal punto in cui avevo smesso.

Mi ha migliorato la vita.

(Se vi interessano altri piccoli spunti su come rendere la vita quotidiana un po’ più piacevole, trovate qui anche altri Suggerimenti per vivere meglio.)

Come?

Se leggo mentre aspetto, il tempo vola, io mi diverto e non mi innervosisco (gli amici di sempre mi chiamano, a ragione, la nerrrrvosa).
La qualità di lettura è ottima: dalla spiaggia alla camera da letto si legge sempre in maniera impeccabile e non si disturba nessuno con l’abat-jour accesa.

Comunque sia, e comunque voi leggiate, quale genere preferite?
Siete lettori monogenerici o spaziate dal fantasy al trattato di economia?

Per mio assoluto piacere io prediligo il genere storico e vado a periodi. Nel senso che fino a quando non ho letto alla nausea di quel preciso arco temporale non cambio.

Egizio, Tudor, mediceo, imperiale romano, rinascimentale fiorentino, nazista, fascista, bolscevico, vietnamita, mediorientale…

E la vita quotidiana ne risente. Gli argomenti a tavola, prima di tutto.

Spiegare come si mumificava un corpo durante una cena di famiglia è molto utile per zittire un adolescente in fase logorroica. Anche le torture dell’inquisizione costituiscono un valido argine. Tutto fa per allietare la vita.

Dopo lo storico viene l’avventura: Wilbur Smith, Clive Cussler, Marco Buticchi, Ken Follett (che in realtà rientra in ogni categoria possibile e immaginabile).

Ma anche autori italiani contemporanei che scrivono romanzi capaci di far perdere completamente la nozione del tempo. Oppure chi racconta storie di pirati nello stile dei grandi romanzi d’avventura. E io di pirati non ne ho mai abbastanza.

Avete mai letto Ian Fleming, il papà di Bond, James Bond?

Una corsa a bordo di un’Aston Martin in Costa Azzurra o nella nebbiosa Londra non è niente male come diversivo dalla realtà.

Quasi a pari merito, nella classifica delle mie letture, ci sono i romanzi di spionaggio e guerra: Frederick Forsyth, Tom Clancy, Eric Ambler, John le Carré.

Mentre scrivo mi passano per la testa mille nomi: John Grisham, James Patterson, Agatha Christie…

E se mi lascio andare, faccio un elenco infinito.

Ma un libro ve lo devo suggerire: La donna dei sigari di Alessandro Testa, un cardiochirurgo che con la penna ci sa fare come col bisturi.

Ma non solo spy, storia e avventura.

Mi piacciono molto, soprattutto d’estate, anche le commedie rosa. Qui mi scatta sempre la precisione sul romanzo rosa. L’argomento, a suo tempo, mi fece talmente arrabbiare che scrissi il mio primo romanzo comico, Niente avventure, solo sesso, grazie, che oltre a farmi ridere alle lacrime mi ha regalato grandi soddisfazioni in termini di vendita e di classifica.

Tornando al romance, il genere non è una novità sul mercato letterario nazionale e non l’ha certo inventato E. L. James con Le cinquanta sfumature di grigio.

In Italia il genere è stato portato alla ribalta da Liala intorno agli anni Trenta. E se la signora avesse messo nei suoi romanzi tutto il sesso presente nella famosa trilogia, probabilmente sarebbe stata messa al rogo in piazza San Pietro.

I tempi cambiano e la letteratura si adegua.

Ma la commedia rosa rimane tale.

Alcuni autori mi fanno ridere di cuore, altri sono romantici al punto giusto, altri ancora danno semplicemente una pennellata di rosa alla mia vita.

Anche i gialli, soprattutto quelli con una sana dose di umorismo, sono sempre i benvenuti tra le mie letture. Alcuni autori italiani riescono davvero a trasformare il mistero in puro divertimento.

Ho citato solo alcuni tra gli autori e i romanzi che ho apprezzato di più, ma ce ne sarebbero almeno un altro centinaio. E alcuni non saprei proprio in quale categoria classificarli, se non in quella dei bravi autori e dei buoni libri.

Leggere è la più grande forma di libertà che io conosca.
Una fuga dalla realtà e dai problemi quotidiani, o anche solo un momento di evasione di cui tutti abbiamo bisogno.

Alla fine non è importante il genere, ma la storia che leggiamo, qualunque essa sia.

Leggere migliora la vita.
O, per lo meno, vi distrae dai vostri problemi.

Vi lascio con una frase del grandissimo e compianto Umberto Eco:

Chi non legge, a settant’anni avrà vissuto una sola vita: la propria.
Chi legge avrà vissuto cinquemila anni.


Se questo racconto ti ha fatto compagnia, trovi tutti gli altri qui: Ironia, vita e altre storie.
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