Ogni tanto bisogna staccare: una gita alla Svizzera in miniatura

?Buongiorno mondo?‍♀️

Ogni tanto anche gli stacanovisti più incalliti devono distrarsi, altrimenti flippano,  sbarellano,  perdono il lume della ragione, insomma, danno fuori di matto.
Quando si sta per raggiungere e oltrepassare il punto di ebollizione urge una gita, non importa quanto lontano da casa, l’importante è cambiare aria.

Io abito a pochi chilometri dalla Svizzera e la Confederazione è uno dei primi posti a cui penso quando la quotidianità mi stringe alla gola.

Per vivere meglio, è necessario sapersi ritagliare degli spazi.

Oggi, io e Lapo, il mio adolescente terribile, siamo andati alla Svizzera in miniatura. Ci veniamo tutti gli anni, da quando lui ne aveva tre.
Lo ricordo ancora che sgambettava su e giù, che indicava a destra e a manca urlando: Mamma, guarda che bello! Mamma, guarda il treno! Mamma, la funivia!

Adesso non urla più, esclama poco e domanda tanto:
Mamma, cos’è quello? Mamma, cos’è quest’altro?
E sì, perchè solo la mamma sa leggere la brochure informativa con i 128 numeri che indicando le diverse costruzioni…

Qui, come nella maggior parte della Svizzera, tutto è preciso e pulito. Non c’è un filo d’erba fuori posto e tutto questo ordine ha un effetto rasserenante. Di più, le costruzioni sono proprio belle, curate fin nei minimi dettagli, con tanto di treni e stazioni, aerei e aeroporti, auto (soprattutto di lusso e d’epoca) e persone, tutto ça va sans dire, di dimensioni lillipuziane.

Nella storia del parco si legge del suo ideatore:

Esattamente così devi immaginarti un vero pioniere. Un uomo che sa trasformare un’intuizione in progetto concreto prima e in un’attrazione a livello nazionale poi. Un vero lottatore, che non molla mai, che non conosce giorni liberi e vacanze. Sempre in corsa, verso il successo.
Ai suoi primi soci ha chiesto molto, ma ha reso altrettanto. Davanti a difficoltà insormontabili ha sempre trovato soluzioni generose. Questo identikit potrebbe adattarsi a diversi pionieri svizzeri, ma qui stiamo parlando di Pierre Vuigner, vallesano di Grimisuat, che 52 anni fa ebbe un’idea che non gli lasciò più pace. Ispiratosi al parco olandese di “Madurodam”, voleva creare qualcosa di simile in Svizzera. (continua a leggere)

Questo Pierre Vuigner mi piace, mi piacciono le persone che io definisco i mastini della vita, quelli che si pongono un obiettivo e, cascasse il mondo o l’universo intero, non importa, loro proseguono lo stesso. Difatti il mio motto è:

Crederci sempre, mollare mai.

Non sempre è facile, ma alla mia età ho imparato che di facile ci sono solo le scemenze, tutto il resto richiede, impegno, costanza, dedizione e coraggio. Anche quello che serve per dire, una volta ogni tanto: non ci sono per nessuno! 

Buona vita a tutti voi, e vivetela bene,
nessun altro lo farà per voi.


N.B. La canzone del video “Better Days” di [amazon_textlink asin=’B01LZ40LKL’ text=’Turner Cody’ template=’ProductLink’ store=’volevofarel09-21′ marketplace=’IT’ link_id=’5862bde5-79f3-11e8-ad68-1fbcd3ef32d4′]  è dedicata al mio ragazzo. Le parole meritano attenzione…

‘Cause I won’t let you lay,
Through the dark of the day,
And I won’t go away, oh no.

I will hold you long,
Till the leaves are all gone,
And the strong winter winds blow.

 

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