Ischia, un paradiso tra cielo, mare e terme

Da qualche anno ormai quando dico vacanza dico Ischia.
Un’isola da una storia molto antica, l’isola verde come la chiamavano i romani che già venivano a godere delle acque termali che sgorgano qui, in mezzo a una natura rigogliosa che si affaccia su un Mediterraneo blu cobalto.

Già dal traghetto il cuore rimbalza in petto alla vista delle coste frastagliate, degli scogli che spuntano dalla acqua e delle spiagge bianche e invitanti.
In vacanza a Ischia non si viene solo per la tintarella, si viene per la salute, le sue terme sono rinomate in tutto il mondo per gli innegabili poteri curativi. Stare a mollo in una piscina termale è un’esperienza rilassante, si trascorre il tempo con chiacchiere indolenti e si fanno conoscenze splendidamente incredibili.
Per quanto mi riguarda, questi a Ischia sono 10 giorni che io e mamma ci ritagliamo dal mondo e dalla famiglia. Qui il ritmo qui si fa lento, le ore sembrano trattenersi per godersi ogni secondo. Gli ischitani sono  accoglienti e socievoli, sorridono spesso e si arrabbiano poco. Sono sereni e nonstante anche loro abbiano dei problemi  (conoscete forse qualcuno che non ne abbia?) sanno apprezzare la vita.
Forse perchè qui è ricorrente sentire :

Che te ne importa? Pensa alla salute.

Esiste forse verità più limpida e definitiva?
Potete essere anche Donald Tramp,
ma se la salute vi abbandona, siete il più miserabile degli uomini.

Accantoniamo la filosofia di scuola partenopea e torniamo ad argomenti più terreni, o meglio, termali.

Per abitudine  noi scegliamo sempre i giardini Poseidon,  6 ettari di fiori e piante, 20 piscine dai 28° ai 40°, un bagno turco scavato nel tufo a venti metri d’altezza,  il tutto incastonato in una conca che termina con Punta Imperatore.

 

Non li descrivo, non ho parole che riescano a spiegare la pace che si prova guardando il mare immersi in una vasca termale all’ombra dei pini marittimi.
… se poi aggiungete il bagnino che farebbe le scarpe a qualsiasi comico di Zelig, credetemi, ci tornereste anche l’anno dopo. ?

Ma le terme affaticano e poi a Ischia ci sono così tante cose da vedere!

La giornata di pausa è dedicata a una gita.
Amo molto i giardini botanici, mamma non è da meno, e qui ce ne sono un paio tra i più belli d’Europa.
L’anno scorso abbiamo visitato i Giardini della Mortella, creati da Lady and Sir Walton, una coppia di inglesi che sapeva come godersi la vita. Non che nella uggiosa Londra non si possa vivere bene ma,

sientite amme,
o’ sole, o’ mare e a’ pizza sono meglio della nebbia.

Difatti…

I Walton arrivarono ad Ischia poco dopo il matrimonio, nel 1949. Dapprima si stabilirono in una casa di affitto, ma poi decisero di acquistare un terreno, nella località detta Le Mortelle – dal nome di cespugli di mirto (Myrtus communis) che crescevano fra le rocce.

Quest’anno abbiamo visitato i Giardini Ravino, per due volte, perché la prima siamo rimaste così incantate da desiderare ardentemente di tornarci di nuovo.

 

Il creatore e proprietario è il Capitano Giuseppe D’ambra,  un gentiluomo d’altri tempi, di quelli che fanno sentire le donne, dagli 8 ai 98 anni, delle regine.

Dritto come l’asta di una bandiera, capelli bianchi abbaglianti e abbronzatura da marinaio, ci ha accompagnato per un tratto spiegandoci come sono nati questi giardini dedicati interamente alle piante grasse, cactus e agavi di ogni tipo, da quelli minuscoli a quelli giganteschi che si stagliava dritti e spinosi contro un cielo dipinto di blu. Alcuni erano fioriti, e la prima cosa che ci si chiede è come diavolo possa una pianta tanto inospitale generare dei fiori così colorati e delicati.

Passeggiando sui sentieri delemitati da corde da marina (il padrone di casa ha navigato per quarant’anni con la Marina Militare), e facendo ben attenzione a alle mani, perché di spine ce ne sono in abbondanza, io e mamma ci siamo fermate per fare il selfie di rito.

Un urlo agghiacciante si è levato poco distante da noi.  Mi è partita una tachicardia da infarto al miocardio, poi ho capito.
– Mamma,  ricordi Ceylon (adesso Sry Lanka), mentre facevamo la doccia con le zanzare, quell’urlo incredibile che arrivava dal giardino?
Credo abbia rammentato perchè ha incominciato ridere e, ovviamente, a lacrimare, (da qualcuno avrò ben preso!), ma ha trovato il tempo di dire: pavoni.

Tanto belli ma con una voce terribile, che la leggenda vuole sia la punizione divina per la loro vanità. Dietro di noi, però, non c’era il maschio, col suo piumaggio regale, ma una femmina grigia, quasi anonima se non per un ciuffetto sulla testa che pare un cappello da dame Windsor, seguita da tre pavoncini.

Proseguiamo la visita fino alla caffetteria che sembra un’oasi nel mezzo di un deserto messicano.

 

Concludo senza  parlare di cucina, non voglio citare i piatti di melanzane, pasta, cozze, vongole, pastiere e…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il mondo è splendido, viaggiare apre la mente, e aiuta a vivere meglio.
Se poi andate a Ischia in questa stagione vi sentirete dei pascià!

Buona vita a tutti voi, e vivetela bene,
nessun altro lo farà per voi.

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