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3 amici a cena – Quarta puntata – Il Golden Egg

Dove andiamo a cena?

Io ho voglia di un’insalata, Nicholas Vagliviello Fotografo ha voglia di qualcosa di stuzzicante e Marco Apicella Chef non sa decidersi.

Rimane una sola via percorribile, l’unica che mette, ha messo e metterà tutti d’accordo:

Il Golden Egg.

Un altro locale storico di Varese un altro pezzo di storia della città. Nasce quarantuno anni fa, lì dove è adesso, di fronte al Coin, un spazio di pochi metri quadrati che ha sfornato migliaia, ma forse anche milioni, di panini e ha sfamato generazioni di giovani e meno giovani cittadini.

Se dico Palmito vi viene in mentre qualcosa??

In menù ci sono una ventina di panini che, scommetto, almeno una volta nella vita avete assaggiato.
Se non lo avete ancora fatto, ogni momento è quello giusto.
Il Golden Egg è rimasto lo stesso di quando, da ragazzina, ci venivo con mia madre per un panino dopo il film. E poi più grande con il fidanzato e poi con mio marito e ora anche con mio figlio.
È bello entrare in un locale e avere la sensazione di essere finiti in un buco temporale, dove tutto è congelato in un’attimo di golosità.
Fulvione Solari un uomo che sprizza simpatia, nonché uno dei due proprietari, ci racconta la storia del locale.

Dal 1976, anno dell’apertura, al 1985, il locale ha cambiato di mano un paio di volte, fino a lui e al suo socio che ne vanno, a gran ragione, orgogliosissimi.
Da oltre trent’anni usano salumi, salse e paté di prima qualità e pane sfornato appositamente per loro da un panettiere.
Che dire? Vediamoci al Golden Egg ?

Ps
Unica nota negativa, per altro trasformata da Fulvione in una gran risata, mi sono fatta cadere la salsa sulle scarpe di camoscio nuovissime ?… so che le donne mi comprenderanno.

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3 amici a cena – Terza Puntata – Milano Street Food

Siamo già a Milano, non riusciamo a tornare a Varese.
Decisione: andiamo a cena qui.
Le scelte offerte dalla metropoli sono infinite ma noi, dopo un giorno chiusi nei padiglioni della fiera TUTTO FOOD, avevamo voglia di aria aperta e quindi…
Street food.

Zona Porta Garibaldi – Prima Tappa – Mimì Gourmet conosciuto anche come Gourmet
Ora, non so per quale strano meccanismo, ma chiosco mi fa pensare a quello delle edicole. Dopo cena scopro che non mi sono sbagliata di molto, perché Giulio, il proprietario da settembre 2016, ci racconta che prima di essere un ristorante Gourmet da Street food, il chiosco era adibito alla vendita di funghi e tartufi, due ingredienti che ritroviamo nella sua cucina.


A cena con noi c’era Patrizia delle Curiose, avrebbe dovuto intervistarci, ma la serata è partita frizzante e si è conclusa spumeggiante e, tempo per l’intervista, non ce ne stato. Troppo impegnati a mangiare bene e a divertirci.


Ma torniamo a Mimi, ognuno di noi ha preso un piatto diverso come nostra consuetudine.
Io ho scelto un hamburger di Fassona al tartufo… vi lascio solo immaginare quale bontà!
Lo chef ha assaggiato un carpaccio di tonno: eccellente è stato il suo commento.
Nicholas ha optato per un fritto di pescato del giorno e ha fatto uno sbaglio facendone assaggiare un po’ ad ognuno di noi che, per poco, glielo finivamo. Commento unanime: favoloso.
L’ospite, Patrizia Emilitri si è lanciata con un panzerotto al granchio. Si è rifiutata di farcelo assaggiare, ma ha garantito che era eccezionale.
Ricapitoliamo: attenzione alle materie prime, prezzi assolutamente competitivi, cibo cucinato egregiamente.
Bravo Giulio, promosso.
Soddisfatti e piuttosto allegri ci dirigiamo verso la seconda tappa della nostra serata.
Aria di San Daniele, un furgone attrezzato a gastronomia con vendita di solo prosciutto del consorzio di 31 produttori di del Friuli.
Il prosciutto è così buono da far resuscitare un morto e il formaggio che lo accompagna è alla sua altezza. Di più, il servizio al tavolo sotto le stelle del firmamento meriterebbe le stelle di Michelin.
Si mangia in piazza, seduti su sgabelli e tavolini realizzati con bancali di legno. Colonna sonora della serata una signora che canta per i fatti suoi e contribuisce all’allegria generale.


Difatti ci compriamo delle orecchie di pelo rosa da playboy con tanto di led luminosi. Se le indossa Anita Palladio, reporter di guerra, perché noi no?
Le ore passano e ci avviamo al termine della serata.
Ultima tappa: il dolce da California Bakery.


Se avete problemi con la glicemia non entrate, girate alla larga, ma se siete sani come pesci e anche un po’ golosi, questo è il posto giusto per voi.
Ogni tipo di torta americana dalla cheese cake alla apple pie, muffin, brownies, torte multi piano e multi gusto comprese, una gioia per gli occhi e anche per il palato. Per la linea… tornate al parcheggio di Lambrate a piedi.
Unica avvertenza, le fette regular non sono normali sono extra large, regolatevi in base a quanto può ancora contenere il vostro stomaco.
La serata si conclude felicemente, siamo allegri, satolli e non vediamo l’ora che arrivi mercoledì prossimo per un’altra puntata di

 

3 amici a cena

 

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3 amici a cena – Seconda Puntata – Dorigo’s

Seconda tappa ?Varese da Dorigo’s ? ? ?

Ci sono dei posti che vi rimangono impressi perché a essi assocerete sempre dei bei ricordi.
Ieri sera siamo andati al Dorigo’s seconda tappa di

3 amici a cena

Ps
Con noi c’era quarto amico, una persona molto interessante che ha avuto un’idea GENIALE e ha creato un APP che rivoluzionerà il mondo social di viaggi e luoghi di interesse…
Curiosi? Leggete fino in fondo e scoprirete di chi e cosa parlo.

Dorigo’s, dicevo, e ne sono stata felice, è stato un tuffo nel passato…
… più di vent’anni fa, quando il Dorigo’s, sempre in viale Aguggiari ma dall’altra parte della strada, offriva panini e gelati fino a tarda notte.
Da ragazzi ci si veniva a mangiare dopo aver ballato in discoteca, o aver passato una serata in Piazza Montegrappa a parlare, parlare e parlare.

Ho ritrovato il menu con le stesse foto e gli stessi panini, insolito e piacevole scoprire che, in un mondo che corre alla velocità della luce, certi gusti sono rimasti tali e quali ad allora, prima che venissimo sommersi da Mac Donald, kebab e sushi.
Ci sono diversi tipi di pane, tra cui il rinomato maxi toast, sufficientemente grande e morbido da essere divorato in un attacco di famelicità.
È rassicurante ritrovare i nostri sapori, prosciutto cotto, prosciutto crudo, bresaola, speck, robiola, fontina, salsa rosa e maionese.
Ieri sera ho mangiato un panino che continua una tradizione di quasi quarant’anni e ormai appartiene di diritto alla storia di Varese.
Infatti, la data di nascita del Dorigo’s risale al 1977, il primo proprietario lo vendette al secondo nel 1980 e questo al terzo, e attuale proprietario, nel 1984.

Arnaldo Brumana mi ha raccontato di aver conservato i panini storici nel menù per una precisa scelta di continuità. Con un sorriso ha aggiunto che fa questo mestiere perché ama stare a contatto con le persone, e infatti il suo locale rispecchia la sua stessa accoglienza.
Bello, pare di tornare indietro nel tempo, sensazione sottolineata dall’enorme coppa di gelato al cocco affogato nel cioccolato fuso che non mangiavo da tempo immemorabile.


E ora, l’ospite misterioso.
YARI BRUGNONI di EUPOLIA


Che dire?
Di norma i ricordi sono uccisi dalla realtà, ma ieri sera non è successo.

Il Dorigo’s è sempre un locale dove mangiare bene in un ambiente vintage che piace a giovani e a ex giovani.

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3 amici a cena – Prima Puntata – ChefFerro

Prima tappa ?Castiglione Olona (VA) da ChefFERRO ?

Passo a prendere lo chef

e arriviamo sul posto in tempo per la diretta NON PROGRAMMATA di:

3 amici allo sbaraglio

… noi entriamo da ChefFerro e la serata entra nel vivo.

Buon appetito e alla prossima tappa

Mercoledì sera abbiamo inaugurato il progetto: 3 amici a cena.
Nicholas Vagliviello (il Fotografo), Marco Apicella (lo Chef) ed io, Raffaella Bossi (la scrittrice), siamo andati a cena insieme, come vecchi amici. La scelta è ricaduta su ChefFERRO, un locale di Castiglione Olona, ridente paesino della provincia di Varese, ribattezzato da quell’eroico ragazzaccio del D’Annunzio Isola di Toscana in Lombardia. Digressione storica a parte, il locale si trova sulla provinciale, quindi a suo favore la facilità per raggiungerlo e nessun problema di parcheggio.

Il locale è bello, nuovo e minimalista, ma non troppo. Le pareti di mattoni sono dipinte di bianco e riflettono una luce morbida, un grande orologio scandisce il tempo e alcuni poster informativi di birre e caffè, incuriosiscono. Ci accomodiamo e facciamo un brindisi con un prosecco niente male a questo nuovo progetto che chissà dove ci porterà. Di certo a passare serate piacevoli a chiacchierar di vita e ad avere la pancia piena.

Ordiniamo.

Il menù è di tutto rispetto. Gli hamburger sono più di dieci, poi ci sono le tartare di carne, di verdure e anche una di pesce. Alla fine mi decido e prendo un hamburger: il Valtellino.
Così, per farvi venire un po’ d’acquolina, trascrivo gli ingredienti:
200 gr Fassona piemontese, straccetti di bresaola valtellinese, rucola, mostarda di mele, mele cresce della Valtellina e crema di parmigiano.
Peccato che dalle parole non possa trapelare il profumo del pane, la morbidezza della mollica e il croccante dei semi di sesamo sulla crosta, e neppure il sapore della bresaola saltata in padella e della carne trita ben cotta quando si amalgamano al parmigiano.
Ottimo, come le patatine e le tre salse servite a contorno: BBQ, mostarda e miele e una sala di mango piccante che ricordava un chutney indiano.
Più che tre amici a cena sembriamo tre TRex a caccia. Divorato tutto, nemmeno le briciole abbiamo lasciato.
E c’è ancora posto per il dolce.
Ottima l’idea di presentare i dessert su un vassoio, creme particolari e mignon di torte, il tutto fornito da due pasticcerie, per avere più scelta.
Crema di ricotta e frutti di bosco io,
Tirami su al te verde per Nicholas e Sacher per Marco.
E anche qui nulla da dire. Concordiamo tutti e tre che se si viene a cena qui, nell’hamburgheria ChefFerro, si deve assolutamente assaggiare uno dei dessert.

È il momento del caffè e che dire? Varietà diverse di caffè, dal profumato Arabica al vigoroso Robusta, aromatizzati o puri per i veri intenditori. A me, che nelle vene scorrono in misura uguale sangue e caffeina, luccicano gli occhi. Con le tazzine (particolarissime), arriva il momento di fare la conoscenza con il proprietario nonché chef del locale: Andreola Ferruccio, da qui ChefFerro.

E si spiegano tante cose. Perché dietro ad ogni attività c’è sempre un uomo, è l’uomo che fa la differenza. Qui c’è passione, In lui e nelle figlie Michela e Valentina (due belle ragazze?), c’è passione nella ricerca delle materie prime e guarda caso c’è anche umanità. Sì, proprio umanità, perché lo chef compra la verdura da Oasi Mosaico 2000, una cooperativa agricola di Bulgarograsso creata da ragazzi diversamente abili, che hanno trovato una loro giusta collocazione in mezzo alla natura.
E anche il chilometro zero ha il suo meritato segno di spunta.

Ce ne andiamo soddisfatti, dalla cena e da questo locale: ChefFerro.
Consigliato a chi ama carne, hamburger, dolci e un ambiente accogliente.

Qui di seguito le recensioni testuali dei miei due amici.

Un ottimo hamburger gourmet, menù variegato e materie prime di alta qualità. I piatti sono semplici ma allo stesso tempo ricercati e curato nei minimi particolari. Le patatine vengono servite a parte, accompagnate da salse a km 0. Dagli abbinamenti si nota la passione e la preparazione dello chef. Io ho optato per un Parmigiana. Gli abbinamenti mi sono piaciuti molto, gli ingredienti non si coprono e sono facilmente identificabili. La stracciatella di burrata, il bacon croccante, le melanzane sott’olio e lo spinacino creano un gioco di consistenze e temperature che esaltano la carne di fassona piemontese. Complimenti ChefFerro.

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#TreAmiciACena #ChefFerro

3 amici a cena, un nuovo progetto tra chiacchiere generazionali e cucina

Il bello di avere degli amici è condividere passioni ed entusiasmo.
E dalla passione per la cucina e il mangiar bene e dall’entusiasmo per la vita e l’amicizia è nato il progetto:

3 amici a cena

Un fotografo – Nicholas Vagliviello -, uno chef – Marco Apicella – e una scrittrice (moi 🙂 ),
ogni mercoledì andremo a cena in un locale della provincia di Varese.

Dai ristoranti alle hamburgerie, dalle pizzerie alle osterie,
perché il mangiar bene è Made In Italy!