Florida, The Sunshine State – Part One

Dopo New York, la trafficata, eccomi in Florida.

Accompagno mio marito in un viaggio di lavoro e, nel frattempo, festeggiamo 19 anni di matrimonio. Facciamo i piccioncini, così ha commentato Lapo, l’adolescene terribile rimasto a casa con la nonna.

Toccata e fuga a Miami, dove non si può passare da Ocean Drive,  una strada che evoca party e feste interminabili. E anche qui, come a New York, la sensazione di déjà vu è molto forte. Complici di certo i numerosi film e telefilm girati proprio a Miami beach, Piume di struzzo  e  Miami Vice, solo per citarne due dei miei favoriti.

Effettivamente qui si susseguono ristoranti, bar e locali dove mangiare, brindare e ballare sotto le stelle. Colpiscono i palazzi a due o tre piani art decò, il lungo mare, veramente lungo e bordeggiato da palme, e la spiaggia così ampia che di notte l’oceano lo si può sentire, ma solo intravedere.

La vita notturna impazza, ogni locale ha la sua musica, la gente passeggia in una cacofonia di suoni e luci. Le persone sono eclettiche e variopinte, muscolature da body builder gli uomini e curve importanti le donne. Tutti, per lo meno in apparenza, felici e ansiosi di gustarsi la notte ancora giovane. Una citazione ai cocktail delle dimensioni di un barile, dove il Margarita è miscelato con la birra. Arduo da immaginare, ma ancor più da bere.

Il fuso orario, 6 ore in meno rispetto all’Italia, non ha alcun effetto sul mio proverbiale appetito. Andiamo a cena e mi sbaffo una steak con le immancabili french fries. Dopodichè Morfeo ha la meglio su di noi.

La mattina dopo si parte, praticamente all’alba, e si punta verso nord sull’interstate 75, direzione Tampa.

Attraversiamo le Everglades, che sono un parco nazionale di decine e decine di chilometri tagliato dall’autostrada. Acquitrini, vegetazione bassa e a tratti boscosa.  La strada è  bordata da una recinzione alta un paio di metri in rete di ferro per impedire ad alligatori e  coccodrilli (americani) di attraversare la strada.  Già un frontale è terribile, ma con  un alligatore di un paio di metri poi!

Fosse per me i coccodrilli esisterebbero  solo in pelletteria, e non me ne vogliano gli animalisti, perché sono bestiacce che mietono vittime. Oltre agli orridi rettili, qui vivono innumerevoli specie di uccelli, dall’aquila calva al falco, dall’airone alla gru,

dall’ibis al super fashion flamingo e, dicono, anche le  pantere della Florida, ma secondo alcuni sono estinte da un bel pezzo.

 

 

Saliamo sempre più a nord e arriviamo a Venice, dal nome d’ispirazione italiana, ma dove di italiano non c’è nulla. Ristoranti a parte, ça va sans dire.

CURIOSITA’
Gli abitanti della Florida sono molto amichevoli e cordiali. In pratica è quasi impossibile starsene fermi a pensare gli affari propri, perchè c’è sempre qualcuno che si avvicina e attacca bottone. Di norma riconoscono gli italiani a un paio di chilometri di distanza e quasi tutti ne vantano uno nelle proprie ascendenze. Tutto ciò non fa che confermare la grande opinione che ho della mia patria, peccato solo che di questi tempi siamo proprio noi a non apprezzarci, tanto da accettare situazioni politiche da fantascienza. Un inno alla rivolta? Certo che sì, ma non di certo alla violenza, basterebbe una sana opposizione nazionale e pacifista.  Discorso difficile e bollente, meglio tornare alla Florida, su un terreno paludoso, ma almeno non minato ?

Belli questi sobborghi, molto verde, casette basse e ordinate. Passando per queste strade pare di essere in un film. Il cinema ci ha mostrato tutta l’America, da quella rurale a quella ricca sfondata, dalla provincia alla metropoli, ha lasciato a questo paese  poco per sorprendere il turista, se non gli spazi immensi ai quali lo schermo, piccolo o grande che sia,  non potrà mai rendere il giusto merito. 

E  le decorazioni natalizie…

Non posso che pensare ai miei boxer. Se mettessi in giardino quei pupazzi gonfiabili, prima si sgolerebbero ad abbaiare, poi li farebbero a coriandoli ?.

Arriviamo a Sarasota,  che è buio. Non è tardi, ma qui, come ai Caraibi, il sole scende presto e alle 5:30pm è già sera.

Abbiamo scelto un albergo  di recente innaugurazione, il Carlisle,  costruito dagli Amish.  

Ammetto che sapevo pochino di loro, giusto che si erano fermati all’800 e rifuggivano le tecnologie moderne. La curiosità mi ha assalito e sono andata a leggermi la loro storia. Ebbene, inaspettatamente sono una comunità in costante aumento, hanno la crescita demografica maggiore al mondo. Probabilmente perché ogni famiglia ha una media di sette figli.

Nella slide ci sono le foto esposte nei corridoi dell’hotel. La  filosofia di vita  Amish è estremamente semplice,  parla di collaborazione, rispetto per la natura e condivisione. Con qualche concessione alla tecnologia, ci farei un serio pensiero. Niente più stress da traffico e parcheggi, da clienti che non pagano e libri che vedono poco, niente più stress da spesa nei supermercati troppo commerciali e poco naturali, niente più televisione (io le brucerei tutte con la maggior parte dei personaggi televisivi) e niente più auto, solo cavalli, il mio grande amore di gioventù. E duro lavoro, va da sè.

CURIOSITA’
Le donne Amish, bravissime con ago e filo, sono famose per il loro tessuti e patchwork. Quindi?

Tutorial life!
Un paio di grandi sale nel nostro albergo erano dedicate a corsi di cucito tenuti giornalmente e, a giudicare dal numero di partecipanti (tutte donne), molto in voga.

Sul lungo mare, che costeggia il porto dove barche a vela e yacht si dondolano all’ancora, c’è l’Unconditional Surrender, l’enorme statua di un marinaio e di un’infermiera che si baciano per festeggiare la fine della II guerra mondiale.

E’ un’ opera di Seward Johnson  (pronipote del fondatore della Johnson & Johnson e primo cugino dell’attore Michael Douglas) ed è stata probabilmente ispirata dalla fotografia del celebre bacio di Times Square. Date un’occhiata alle opere di questo signore, ne rimarrete sorpresi.

Dopo foto e bacetto di rito, dirigiamo a St.Armand’s Key, un’isola nella baia di Sarasota che si raggiunge con uno dei tanti ponti che uniscono terra, penisole e isole qui in Florda, il John Ringling Causeway.

La spiaggia di Lido Key è da perdere il lume della ragione, bianca, soffice come borotalco e ampia quanto due campi di calcio. Il tramonto da qui è veramente in prima fila.

 

Matrimonio compreso nel pacchetto

Sarasota è una città moderna, nasce con la scoperta dell’aria condizionata, intorno agli anni ’50. Un amico di qui sostiene che senza l’aria condizionata d’estate non si sopravviverebbe. Mi piacerebbe scoprirlo perchè a dicembre c’è un venticello gelido che non è proprio un piacere.

La prossima tappa è Tampa, ma per saperne di più, dovrete aspettare il seguito. ? ?

Intanto vi lascio con questa visione aerea di Sarasota effettuata dall’agenzia Celebrations Tampa Bay.

Buona vita a tutti voi, e vivetela bene,
nessun altro lo farà per voi.

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