Tutti gli anni, all’inizio di luglio, vado a Ischia, un’isola che amo e dove non vedo l’ora di tornare.
Anche quest’anno, nonostante il coronavirus, eccomi qui, in questo paradiso tra cielo e mare.
Come nel resto del mondo, la mascherina è d’obbligo, gli assembramenti sono vietati e la vita vacanziera è diversa da quella cui ero abituata.
Ischia in un tempo sospeso
Le mie amate terme i Giardini Poseidon hanno aperto solo la spiaggia, ma non le piscine termali per un preciso motivo.
Queste piscine sono le sole in tutta Ischia a cui non viene aggiunto cloro perché ogni sera vengono svuotate, pulite e riempite di nuovo. Ora, la normativa covid prevede invece l’obbligo di aggiunta di cloro, da qui la decisione (che ha gettato nella disperazione i moltissimi abitué) di non aprire.
Pazienza, l’isola verde è talmente bella che si può sopravvivere e godersi una meritata vacanza anche senza i Poseidon.
Ischia vista dal mare
Ci sono molte altre cose da fare e vedere oltre alle terme, come un tour dell’isola in barca (che ovviamente rispetti le distanze sociali tra i partecipanti).
Su consiglio di un amico, nonché proprietario di Villa Bianca, l’albergo dove io e mamma alloggiamo sempre,

ci imbarchiamo sull’Alcione, un peschereccio del 1960 riadattato e ristrutturato in modo eccellente dall’attuale proprietario e capitano.
L’equipaggio gentilissimo e dotato dell’innata simpatia partenopea ci hanno fatto trascorrere una giornata memorabile, anche gastronomicamente parlando.

Da una barca si ha la possibilità di ammirare bellezze naturali altrimenti irraggiungibili.



L’acqua del mare di Ischia è sempre stata pulita, ma due mesi di lockdown l’hanno resa più bella che mai. Tutto il Mediterraneo ne ha beneficiato, tanto che qualche mese fa nel porto di Pozzuoli hanno avvistato uno squalo. Vedere per credere.
Le terme di Ischia: tra Poseidon e Negombo
Ma il fascino delle terme è irresistibile, quindi, proviamo una delle poche aperte: il Negombo.
Sarà che il sito internet lo descrive come un paradiso, sarà che le mie aspettative erano altissime, fatto sta che per me sono state una delusione cocente.
Al di là del prezzo non proprio economico, mi aspettavo piscine termali, non pozze dove la temperatura dell’acqua è praticamente la stessa. Di più, il servizio eccellente fornito dai bagnini dei Poseidon, qui non è assolutamente presente. Anzi, a onor del vero, quei pochi che ho visto erano ben intenti a scantonare turisti e domande, scatenando la mia cavallina sempre latente e l’ilarità di mia madre.
Il tutto perché il percorso termale, per nulla indicato in loco e erroneamente rappresentato sulla mappa distribuita all’ingresso (i numeri delle varie piscine non seguono un ordine matematico, ma casuale… tra l’8 e il 12 dovrebbero esserci il 9, 10 e 11). Cosa che fa sospettare, non tanto un errore di stampa, ma la precisa volontà di fare i furbetti…
Comunque sia, i giardini che si arrampicano sulle sponde della conca sono sì rigogliosi e ben tenuti, ma è evidente che l’uomo ha fatto ben poco se non creare dei vialetti e le poche pozze termali, limitandosi a contenere la vegetazione esplosiva che caratterizza l’isola.

Inutile dirlo, la magnificenza, le fioriture e la cura dei Poseidon, con piante di ogni tipo bene indicate da cartelli, qui ai Negombo è solo un miraggio, come pure l’accoglienza, la cortesia e la pulizia.

Uniche note a mio parere positive sono la piscina con i doccioni, un bell’esempio architettonico e la bella location della spiaggia, in un’insenatura che la protegge dal mare aperto, per il resto, visti e dimenticati, con la certezza che non ci metterò più piede.


Sorgeto, le terme naturali di Ischia
Invece assolutamente da vedere sono le terme di Sorgeto.
Ci si arriva via terra con ben 289 gradini oppure via taxiboat da Sant’Angelo. Io vi suggerisco l’andata via terra e il ritorno via mare, così provate entrambe senza troppa fatica.



Dal sottosuolo sgorga acqua calda a 100° che viene diluita dall’acqua di mare. Come vedete dalla foto è tutto naturale, l’unico intervento umano è aver disposto dei massi e delle passerelle per delimitare tre piccole piscine, dove si trascorre il tempo in ammollo chiacchierando e facendo maschere di fango. Unica avvertenza, non avvicinarsi troppo alla polla termale, il rischio è di finire come un’aragosta.

Avete capito bene, maschere di fango, non è una deformazione da mascherina anticovid, ma un vero e proprio trattamento di bellezza. Si prende una pietra e la si strofina sulle rocce che rilasciano una poltiglia verdastra da spalmarsi su viso e corpo e, una volta asciutta, la si lava con acqua di mare. Il risultato è una pelle pulita e fresca che è una meraviglia.

Poi, belli come il sole, consiglio una puntatina al minuscolo ristorante con solarium sovrastante, dove la cucina è notevole, come la gentilezza e la pulizia.
Sant’Angelo e il volto più elegante di Ischia
Al ritorno fermatevi a Sant’Angelo, un delizioso paesino, perfettamente tenuto che ha un non so che di bella vita e bei tempi andati, fate quattro passi per le stradine che s’inerpicano tra le case e ammirate uno splendido panorama.

Insomma, coronavirus o non coronavirus, Ischia è sempre Ischia, dove ogni angolo è una sorpresa, dove la gente vi accoglie con calore e con sempre un sorriso negli occhi che si vede bene anche con mascherina sul viso.
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