Abbiamo gli stessi dirtti, ma non siamo tutti uguali

Migliorare se stessi non significa essere tutti uguali, ma scegliere ogni giorno chi diventare.

Se si parla di essere umani normali, e per normale intendo persone prive di patologie psichiatriche, l’unica uguaglianza su cui non trovo nulla da eccepire è quella del sentire, del provare emozioni.


Non c’è distinzione di razza che possa tenere, né sociale e tantomeno temporale.
Se tralasciamo gli usi e i costumi che si sono evoluti, o involuti, a seconda del periodo storico,

il sentire dell’essere umano è il medesimo.
Nasciamo tutti da una donna, cresciamo, ci innamoriamo, soffriamo, gioiamo, amiamo, odiamo, ci arrabbiamo e, infine, quando giunge la nostra ora, moriamo.
È evidente che siamo uguali in questo, ma non posso essere d’accordo sul fatto che anni di vita ed esperienze soggettive possano ridurci a una sorta di generazione robotica prodotta su vastissima scala.
E non parlo di supremazie o di farneticazioni di questo tipo.

Volete dirmi che riuscite a correre i 100 m in meno di 10 secondi?
Avete scoperto qualcosa che possa equivalere alla formula E = mc²?
Avete forse composto più sinfonie di Mozart?
Avete creato un impero dal nulla?

Qualcuno lavora di più, qualcuno di meno, qualcuno è portato per una professione, qualcuno per un’altra. Non siamo tutti nati per fare il notaio o l’idraulico o l’avvocato o il giardiniere, ognuno di noi ha delle qualità e dei difetti, sta a noi scegliere quali mettere in evidenza.
Ognuno di noi può scegliere CHI DIVENTARE,
uno di quelli che, giorno dopo giorno, cercano di migliorare, qualunque cosa essi facciano e chiunque essi siano,
oppure qualcuno che, semplicemente, si fa portare dalla corrente perché è più facile, non bisogna nuotare facendo fatica e vanno tutti da quella parte… dovrei essere io a cambiare strada?

Migliorare giorno dopo giorno non è un’ossessione competitiva: è uno dei pochi suggerimenti concreti che posso dare per vivere meglio, con dignità e libertà, proprio come scegliere il sorriso ogni mattina.

Potete obiettare che qualcuno parte avvantaggiato per la famiglia e il luogo di nascita, ma anche in questo caso la storia insegna che individui di origini molto umili hanno fatto molto meglio nella loro vita rispetto ai figli di re.

No, non siamo proprio tutti uguali, abbiamo sì gli stessi diritti civili, politici e sociali, ma qualcuno è migliore, qualcuno è peggiore.
Siamo solo noi a scegliere se essere migliori o peggiori.
Siamo uguali ai blocchi di partenza, ma quando cresciamo e sappiamo perfettamente quello che stiamo facendo e come stiamo vivendo, no, non siamo tutti uguali.
La massificazione, che pian piano ci sta congelando in un’umanità che pare non aver nulla a che vedere con quanto di grande può compiere l’uomo, è l’ennesimo tentativo di uccidere il libero pensiero.
E se muore il libero pensiero, se ci fanno credere che siamo tutti uguali,
i migliori, quelli che potrebbero fare la differenza, che fine faranno?
Che fine farà la libertà?

Non arrendiamoci, lavoriamo duro e facciamo la differenza.

Buona vita e vivetela al meglio,

nessun altro lo farà per voi


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