Le regole social(i) e il buon senso torneranno di moda – Suggerimenti per vivere meglio

Le regole sociali esistono perché le persone possano convivere pacificamente, coloro che non le rispettano, spacciandosi per liberali e democratici, sono molto spesso coloro che impongono le proprie di regole, fregandosene della libertà altrui.

Sbiadite brutte copie di orribili dittatori originali.

Mi spiego con un esempio che, sono certa, toccherà tutti coloro che vivono in appartamento e, volente o nolente, hanno partecipato a delle riunioni condominiali. Ho visto cose che voi umani… era riferita proprio a una di queste famigerate assemblee.

Immaginiamo un condominio di 6 piani.

Il signore del primo piano ama la musica jazz,

quello del secondo suona la batteria,

quello del terzo i piatti,

al quarto si ascolta solo musica heavy-metal,

al quinto sono maniaci dell’opera lirica,

al sesto abita una famiglia di festaioli.

Tutte queste persone hanno orari diversi. Chi si alza all’alba, chi a mezzogiorno, e chi invece va a dormire alle nove di sera.

Se non ci fosse una regola tassativa e valida per tutti che proibisce di ascoltare musica o fare rumori molesti oltre una certa ora, supponiamo le otto di sera, in un condominio del genere ci sarebbe da uscire pazzi.

Tempo una settimana e ci scapperebbe la scazzottata.

Vedete come una semplice regola possa cambiare la convivenza.

Di certo qualcuno penserà che sia una limitazione della libertà personale, quella di ascoltare musica quando e come crediamo. E di certo costoro suonerebbero il trombone all’alba.

Partendo dal fatto che la nostra libertà finisce esattamente dove inizia quella degli altri, il buon senso ci imporrebbe di ascoltare la musica durante il giorno a un volume accettabile. Volessimo esagerare per stordirci con le note del nostro autore preferito, ci possiamo sempre infilare degli auricolari e assordarci senza dare fastidio a nessuno.

Parto dal presupposto che il buon senso sia una dote comune a tutti e, anche se la cronaca e la vita quotidiana mi danno torto, continuo a credere che, insieme, possiamo fare qualcosa per cambiare. Sono un’inguaribile ottimista.

Ma continuiamo con l’esempio.

Ognuno degli inquilini che abbiamo visto sopra ha gusti e hobbies diversi.

Al primo piano sono vegetariani, al secondo amano le piante in vaso, al terzo giocano a golf, al quarto si legge qualunque libro,  al quinto si tifa la Juve e al sesto si professa il buddhismo.

Non ci sono regole, ognuno di loro è libero di fare quello che vuole nel proprio appartamento, a condizione di rispettare le libertà altrui. Sempre il buon senso.

Si può giocare a golf a casa propria, l’importante è che si rompano solo i propri vetri.

Si può tifare la Juve urlando a squarciagola, basta che non si stia guardando una partita registrata alle due di notte.

Si possono leggere tutti i libri che si vogliono, basta non accumularli nell’ascensore, così da non lasciare spazio a chi lo usa.

Nello stesso tempo, il signore del sesto piano, il festaiolo, può lamentarsi con quello del quarto per il volume della musica heavy-metal, ma non perché in quell’appartamento ci sono così tanti libri da non potersi muovere.

A casa nostra possiamo fare ciò che vogliamo e chiunque vi entri deve rispettare le nostre regole. Atrio d’ingresso, scale, pianerottoli e tutti gli spazi comuni devono sottostare alle regole precise del vivere in società. Oltre a quelle condominiali, ben inteso.

Regole sociali semplici, per lo più intuitive, ma che molti non rispettano, soprattutto sui social, dove, nascosti dietro uno schermo, si crede di poter fare tutto.

Si crede male: anche sui social esistono regole di educazione.

Non si posta sulla bacheca degli altri senza il consenso degli stessi, perlomeno non si postano inviti pubblicitari o pensieri negativi, presumo che un sorriso, una bella frase o un bel pensiero siano sempre graditi.

Quando si entra a far parte di un gruppo con direttive e finalità ben chiare, è tassativo rispettare le regole.

Se volete dettare le vostre, liberissimi di farlo, sulla vostra bacheca, sulla vostra pagina, sul vostro gruppo, sul vostro quel che vi pare, ma sempre sul vostro.

Se non rispettate le regole degli altri a casa loro, siete voi i maleducati, non coloro che ve lo fanno notare. E maleducati sono anche quelli che sostengono che i menefreghisti delle regole debbano essere trattati con i guanti bianchi.

No, per me no. Anzi, assolutamente no!

Concludo con un invito: se facciamo sempre finta di niente, non possiamo pretendere che questa società cambi da sola. A volte, un solo gesto può essere l’inizio di una rivoluzione.

E allora facciamo la rivoluzione e torniamo ai tempi in cui si diceva buongiorno buona sera e, soprattutto, grazie e scusi.

Buona vita a tutti voi, e vivetela bene, nessun altro lo farà per voi


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