Dove vuoi andare per il tuo compleanno?
Questa è la domanda che mio marito mi rivolge da oltre venti anni, qualche settimana prima della fatidica data o del genetliaco, a voler essere sofisticati, incompresi e beccarsi anche qualche improperio.
Dunque, vediamo, Angkor Wat in Cambogia, poi Machu Picchu in Perù, l’isola di Pasqua in Cile, Istanbul (ci andrei a vivere), Singapore (qui vorrei la casa di vacanza) e la lista potrebbe andare avanti all’infinito. Ma quest’anno abbiamo dei problemi di logistica familiare e ci possiamo permettere al massimo una giornata di stacco, così ho risposto:
Morcote

La fortuna ci assiste e per la prima volta da parecchi giorni abbiamo bel tempo. Una giornata di sole estivo, con un cielo azzurro che brilla di felicità e un venticello carezzevole e leggero come il ventaglio agitato da una signora.
Morcote è un paesino di quasi 800 abitanti, sulle rive del lago di Lugano nel Canton Ticino. Nonostante siamo nella Confederazione elvetica, l’atmosfera è mediterranea. Pare di essere in Liguria, però meno affollata e molto meno trafficata. Morcote si dispone lungo un’unica strada, da una parte le case e dall’altra il lago che oggi è piatto come una tavola. Gli edifici, il più recente risale alla metà del 1800, sono al massimo di tre piani e quasi tutti hanno un porticato. Molti hanno le facciate decorate con cornicioni affrescati e balconi in ferro battuto da cui scendono cascate di fiori colorati. Pochi negozi di souvenir (improbabili, lo ammetto) e qualche ristorante con l’aspetto delle trattorie di altri tempi. Noi pranziamo al Posta (chi conosce la Svizzera riderà perché di Hotel della Posta qui ce n’è dappertutto).

È uno dei più antichi, si mangia un pesce persico con le mandorle da urlo e i camerieri, che sembrano usciti da una di quelle commedie che una volta trasmettevano sulla Tv Svizzera, hanno attenzioni e commenti che suscitano il buon umore. Pranziamo con vista lago e cigni in gita.
Il pomeriggio è dedicato alla visita al parco Scherrer
Definito “Il Giardino delle Meraviglie” il parco venne realizzato da Arturo Scherrer (1881 – 1956), commerciante di tessili, appassionato viaggiatore e amante dell’arte e della cultura. Il parco-monumento ospita una ricca collezione di oggetti d’arte di svariati paesi e epoche diverse, contornati da una vegetazione lussureggiante e di fabbricati e opere d‘arte di vario genere provenienti da tutto il mondo.
Premessa niente male, no?
Il parco/giardino botanico si distende sulla collina ed è disposto a terrazze a cui si accede da minuscole scalinate nascoste nel verde.
Non troviamo specie particolari o estremamente rare, ma è tutto curato con attenzione e ci sono degli scorci che da soli meriterebbero la visita.


Splendido la copia in scala 1:4 dell’Eretteo, il secondo tempio dell’Acropoli di Atene, riportato in scala 1:4 in pietra di Vicenza.

La casa del tè di stile siamese, molto orientale e rilassante.

Il tempio di Nefertiti, vegliato da Sekhmet con la testa di leone e da Horus testa di falco, figlio di Osiride. All’interno si scorge il celebre busto della regina Nefertiti. Tutte e tre le statue sono copie fedeli degli originali che si trovano a Berlino e risalgono all’era di Amenofi, circa 1375 a.c.. Le pareti sono dipinte in stile egiziano antico. Qui riposano le urne cinerarie dei coniugi Scherrer.

Il tempio del sole in stile spagnolo nel mezzo di un giardinolo nello stile di quelli dell’Alhambra a Granada, con due fontane in stile barocco. Le statue che sorvegliano il parco dall’alto sono Mercurio, dio del commercio, e una filatrice, simboli della professione del signor Scherrer.

La casa araba, l’ultima ricostruzione del signor Scherrer.

La casa principale, situata su una terrazza più in basso e con una vista sul lago da togliere il fiato, è una palazzina indiana, costruita sul modello del Palazzo Salò di Brugine vicino a Padova. Sulla sinistra un piccolo stagno nel quale fioriscono ninfee e accanto troneggia una tartaruga cinese, augurio di lunga vita.



Nel giardino gorgoglia una vasca sorvegliata da quattro elefanti con la proboscide alzata, sovrastati da tre cobra pronti ad attaccarli e alla sommità domina la vacca sacra di Mysore.

All’interno, come nei palazzi indiani, le pareti sono dipinte in stile Moghul. Non si può visitare, lo si scorge solo attraverso i vetri.
Dopo tanto su e giù io e Luca siamo ci sediamo su una panchina e ci godiamo un panorama incantevole mano nella mano. Un rumore di un aereo che ci sorvola disturba la quiete del momento. Alziamo gli occhi al cielo e per poco ci viene un colpo. Un aereo si avvita su se stesso e precipita verso la cima della collina. Sono inorridita: sto per assistere a una tragedia!
Ma no, l’aereo esce dallo stallo, torna orizzontale e riparte in ascesa verticale. Sotto di lui appare una squadriglia, disposta a rombo nel cielo, come a dire:
Ci avete creduto, eh?
Esercitazioni delle frecce rossocrociate ??sul lago di Lugano. Non potevo lasciarmi scappare un’occasione del genere.
– Tesoro, lo sai che sono pazza per gli aerei, mi hai regalato tu questo spettacolo, vero?
– Non è stato facile convincerli a volare il giorno del tuo compleanno, ma gli ho fatto vedere la tua fotografia e hanno accettato subito.
È così che funzionano i matrimoni ?
Buona vita a tutti voi, e vivetela bene,
nessun altro lo farà per voi.
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